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Un Fotografo in Cammino

Conosci Un Fotografo in Cammino?

Questa è la mia storia con il Cammino di Santiago de Compostela

Questa é una storia semplice, una storia fatta di tanta dedizione alla vita, alla scoperta di se stessi e degli altri come parte integrante di un tutto che ci circonda.
Solo pochi anni fa avevo la mia vita già scritta, un copia-incolla di altre vite passate a testa bassa, una vita repressa dalla convenienza e dalle convenzioni.

Guardavo quelli più grandi di me senza idee, svuotati, senza nessuna aspirazione, desiderio, vocazione..e guardavo anche quelli più giovani di me, disillusi, abbattuti, demoralizzati, cinici…

Ma come si può vivere così??

Claudio Pupi, Un Fotografo in cammino
Sono un art director, un fotografo, un grafico pubblicitario, un web designer, un illustratore…  riassumendo: un creativo

Ho sempre lavorato dando tutto me stesso, apportando idee, voglia di fare, sensibilità artistica e tanta, tanta passione per quello che faccio… Purtroppo, nonostante tutto il mio impegno, volevano spegnere i miei sorrisi ed io non potevo permetterlo…
Avevo perso fiducia in me e negli altri.

Ma la paura di perdere un lavoro stabile e ben pagato vicino casa era molto grande, è come se si insidia dentro di te l’idea che non c’è nulla là fuori, una paura incontrollabile di perdere i tuoi “pseudo privilegi” senza però aver mai messo la testa fuori casa, senza chiederti: é davvero così??

Ma quanto fa paura quello che non conosciamo?

Purtroppo non riesco a dirvi né quando né come, il cammino sia entrato in me, é successo come un pensiero che ha cominciato a prendere forma lentamente… Diventando qualcosa di costante, ingombrante, pesante, un pensiero odioso che minava ogni mia (misera) sicurezza, fino a non poterne più..

Come sarei potuto partire, solo, camminando per un mese in una terra straniera, senza conoscere la lingua e senza nessuna preparazione fisica? E con il lavoro?… Mi dicevo: “impossibile!, non posso farcela!, sei pazzo?”.

Eppure, ero già in cammino verso Santiago de Compostela senza averne la minima percezione.

Perché il Cammino non inizia il giorno in cui si parte fisicamente verso un luogo ma quando diamo inizio dentro di noi ad una serie di piccole decisioni insignificanti che ci indirizzano verso qualcosa che non conosciamo ma che sentiamo inevitabile.

Per due anni ho lottato contro la mia paura finché un giorno mi sono alzato da quel computer ed ho deciso. 
Credete che la decisione sia stata facile?

Ogni scelta, e relativa sofferenza, sono assolutamente cose soggettive; proprio per questo sto imparando a togliere il giudizio dalla mia vita, perché ognuno, a suo modo, ha il proprio zaino da portare avanti, la sua storia e non è detto che uno zaino oggettivamente non pesante sia davvero leggero alle spalle di chi lo porta!

Il problema, però, è che aspettiamo sempre che arrivi un ipotetico coraggio che, magicamente, ci faccia fare le cose che ci piacerebbero fare “senza sforzo” come se la vita fosse un film da vedere e non da vivere!

Così, quando ci troviamo nel punto di dover scegliere, troviamo un milione di “validi motivi” per rimanere nel nostro spazio a “sofferenza controllata” il quale, pur non soddisfacendoci, è conosciuto e non richiede nessuno sforzo fisico o psicologico per attuarlo.
Cammino di Santiago

Per raggiungere la felicità, però, c’è bisogno di sforzo, di assoluta dedizione al processo, c’è bisogno di lasciare tutto quello che si conosce ed accettarsi per come siamo. 

Il percorso è molto lungo e non si può pensare di arrivare subito; dalla mia piccola esperienza posso dire che la vita non cambia in un giorno, si deve avere ben presente una meta da raggiungere e fare dei piccolissimi passi verso di essa ogni giorno, una volta presa la direzione, il cammino da percorrere ed il coraggio di andare appariranno subito ai vostri piedi (non il contrario!).

Sono partito nel 2015 per il cammino di Santiago de Compostela da Saint Jean Pied de Port lasciando il mio lavoro certo e affrontando qualcosa che per me era inconcepibile fino a quel momento, non sapevo praticamente nulla di cammino e nei pochi giorni che ho avuto per prepararmi fisicamente (una settimana!), mi si gonfiarono le ginocchia e mi venne una fascite plantare ad entrambi i piedi spaventosa! (Erano anni che non facevo nessun tipo di sport, seduto ogni giorno davanti a quel computer!)

Cosa ho fatto? 

La cosa più sbagliata che potessi fare: andare a chiedere consiglio a dei dottori…a tanti dottori!!!

Loro, ovviamente, mi dissero di non fare il cammino perché mi sarei lesionato per sempre e che sarebbe stato impossibile camminare con quel dolore ai piedi… Ma davvero credete che dopo aver mollato tutto mi sarei arreso così?

Il cammino continuava a chiamarmi e non potevo rinunciare, sarei arrivato a Santiago anche trascinandomi con le mani se necessario! 
Santiago de Compostela e un fotografo in cammino

Arrivavo sempre tardi negli Albergue del cammino ma arrivavo! 

Le Vesciche mi hanno perseguitato dal primo fino all’ultimo giorno, ed ogni sera pensavo che fosse il mio ultimo giorno nel cammino.. 
Mi arrabbiavo (e tanto!) con tutte le persone che, vedendomi camminare in quello stato, mi consigliavano di abbandonare…
Piuttosto che mollare mi sarei comprato due stampelle!!!

cammino di Santiago vesciche

Nonostante tutto e tutti, arrivai a Santiago de Compostela.. E poi continuai anche per Muxia e Finisterre…

Il mio viaggio si concluse con 25 kg in meno e con una forza interiore spaventosa! 

Tanto che cinque mesi dopo (fine Marzo 2016) sono ripartito per Santiago de Compostela, ma questa volta…da Roma, camminando per 4 mesi e percorrendo a piedi oltre 3200 km…